Tra sole e girasoli

Ho un segreto, tradisco mia moglie.
Sono due anni ormai. Si chiama Valentina ma non ha la pelle di seta o i capelli color del grano. Valentina non è il nome di una donna ma di un piccolo velivolo biposto, un ultraleggero a motore. Siamo quattro soci: oltre al sottoscritto c’è Diego, che è l’istruttore, e altri due amici. Il campo di volo si trova in mezzo alla campagna, nascosto da ettari di girasoli. L’hangar è un piccolo capanno, sembra una normale rimessa per gli attrezzi agricoli. Non ci sono insegne, né strade asfaltate, ci si arriva solo percorrendo una tortuosa strada sterrata. Da due anni Valentina è il mio sogno e la mia passione più grande.
Se avete avuto la fortuna di volare su un normale aereo civile forse vi siete già resi conto di quanto possa essere bello stare appesi alle nuvole, magari sorvolando il mare o le Alpi innevate. Fatemi aggiungere una cosa però: non avete la minima idea di cosa significhi stare da soli in mezzo al cielo, sfidare la sorte e la gravità con una macchina da quattro quintali. Si racconta che Icaro bruciò le ali di penne e cera avvicinandosi al sole, io vi posso dire che da quando nuoto nel cielo non so più stare con i piedi per terra.
Conosco Diego, l’istruttore, da molti anni. Era un mio socio in affari, un genio o se preferite un pazzoide, naturalmente complementare alla mia indole razionale. Quando mi ha proposto di condividere le spese per un piccolo aereo mi sono messo a ridere. Tu sei pazzo, gli ho detto. Pazzo sei tu che non sogni mai, mi ha risposto. Nessuno a casa sa della mia passione, quando rientro tardi la sera si immaginano che dipenda da qualche noiosissima riunione di lavoro. Non è stato difficile neppure prelevare il denaro necessario dai nostri conti correnti, solo io mi occupo delle finanze familiari. Non so perché ho preferito tenere per me questa passione, senza raccontare niente a mia moglie o ai miei figli; non sono mai riuscito a trovare il momento giusto o le parole appropriate. Ma in fondo queste sono soltanto scuse: ho scelto di avere un segreto perché forse questa è una delle poche cose che può riscattare una vita spoglia da altre soddisfazioni, una vita condotta alla periferia della felicità. In fondo non faccio niente di male, soltanto stare attaccato a una cloche, volare e sognare.
Non posso guidare Valentina da solo: sono in grado di decollare e di volare in quota ma l’atterraggio è la fase più rischiosa e Diego tiene sempre i secondi comandi e prende il controllo a poche decine di metri dal suolo. Possiamo volare solo di giorno, con la luce del sole e dobbiamo evitare di sorvolare i centri abitati. Non ci sono altre regole: il rombo del motore galleggia nel cielo insieme alle nostre anime, sorretto da due piccoli ali, tra il sole e i campi di girasole. Se c’è un nome da dare a tutto questo, quel nome è libertà.
Ho un altro segreto, un ultimo segreto, l’ultimo sogno. Neppure i miei tre compagni d’avventura lo sanno. Il nome Valentina non mi piace. Ho fatto preparare una nuova targa, un nuovo nome per la mia passione: Pequod, come il veliero che inseguiva la balena bianca. Una mattina mi alzerò all’alba, salirò da solo sulla mia nave del cielo e sfiderò la vita. Da qualche parte arriverò. Credetemi, quello che conta non è la meta ma è soltanto il viaggio.

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1 risposta a “Tra sole e girasoli”

  1. Certe passioni di vita danno dei punti alla moglie – o marito – e pure all’eventuale amante 🙂

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