L’ultimo bacio

C’è un giardino di acacie,
di catalpe e di pergole addolcite da viti.
Là, in quel pomeriggio di giugno
al fianco di Mary,
mentre la baciavo con l’anima sulle labbra,
l’anima d’improvviso mi fuggì.

Antologia di Spoon River – Edgar Lee Masters

Quasi non credevo ai miei occhi quando lessi l’sms che mi aveva inviato Michela, la mia agente. Il mio romanzo “L’ultimo bacio – I colori del cielo” sarebbe diventato un film; roba grossa, il regista sarebbe stato addirittura uno dei grandi vecchi del cinema italiano, vincitore in passato di un Orso d’Oro al Festival del Cinema di Berlino. Come al solito io ero stato solo l’autore materiale del romanzo ed il mio nome non compariva da nessuna parte (bella roba fare, sì, il ghostwriter!). Pensavo però che mi avrebbero chiamato per collaborare alla sceneggiatura, magari potevo contribuire al casting, scegliendo i giusti attori, e poi, chissà, magari comparire in un cammeo; una piccola particina me la sarei meritata, non vi pare, dopo tutto la storia era farina del mio sacco. Già, la storia, niente di così originale dopotutto: Antonio, un pittore che si innamora follemente della sua prima modella, Mary. Le loro strade si dividono quando lui ancora non ha raggiunto la fama, che arriverà molti anni dopo, con riconoscimenti internazionali. In tutti quegli anni però lei è rimasta la sua unica musa, nonostante tutte le altre donne che hanno provato a prenderne il posto. In tutte loro lui invece ha sempre continuato a cercare i suoi occhi, il suo viso, le sue espressioni. Solo dopo molto tempo si ritroveranno per un finale altamente… no, il finale non ve lo racconto, andate almeno a vedere il film, se proprio vi fa fatica leggere!

Le mie illusioni andarono ben presto a farsi benedire. Non fui chiamato per la sceneggiatura né per il casting e figuriamoci se qualcuno pensò di darmi una piccola particina. Contrariamente alle voci iniziali, la regia fu affidata ad un esordiente e i ruoli da protagonista furono assegnati a due volti poco noti. Le riprese durarono una settimana ma preferii non andare a vederle. Non sentivo più quel progetto come qualcosa che nasceva dal mio lavoro di scribacchino. Dopo un paio di mesi il film uscì nelle sale, non molte copie a dir la verità, la pubblicità in quel periodo reclamizzava un paio di blockbuster hollywoodiani. Decisi di andare a vederlo come uno spettatore qualsiasi. La sala era mezza vuota. Feci fatica a riconoscere la maggior parte dei dialoghi e i volti degli attori erano molto differenti da come io me li ero immaginati. La storia non era più ambientata negli anni ’50 ma ai nostri giorni. Insomma avevano stravolto tutto. Solo la dichiarazione d’amore, il monologo finale del pittore Antonio alla sua Musa era rimasto esattamente come io lo avevo scritto, con le stesse identiche parole. Per la prima volta lo sentii recitare da un attore vero, con il cuore in gola.

Una volta Toulouse-Lautrec si trovò tra le mani un foglio appena sporco di vernice, soltanto una sbavatura, due minuscole macchioline rosse. Beh, gli piacquero talmente tanto che incorniciò due metri quadri di foglio bianco solo per quelle minuscole sbavature di colore. Non sono un pittore bravo come lui ma come o più di lui sono pazzo, lo so. Sono pazzo di te, Mary. Tu non sei la donna più bella di questo mondo e nemmeno la più intelligente o la più affascinante. Ma per me e solo per me tu sei la più bella, la più intelligente e la più affascinante. Non sono mai stato bene con un’altra persona come lo sono stato con te. Non c’è un’altra ragione alla mia pazzia. Non sono mai stato capace di fare grandi discorsi ma, credimi, Mary, tu sei quelle due sbavature di colore rosso sulla mia esistenza e Dio solo sa quanto vorrei spargere di colore la tela della tua vita e sparpagliare il grano, l’erba, le rose e i narcisi; questo soltanto vorrei.

Si baciarono tra gli applausi del pubblico. Le luci si riaccesero sui titoli di coda. Nessuno in sala notò le mie lacrime.

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2 risposte a “L’ultimo bacio”

  1. …tu sei quelle due sbavature di colore rosso sulla mia esistenza …

    Alex mi porta a riflettere in questa domenica mattina uggiosa : l’ importanza che diamo all’esistenza è proporzionata al numero di sbavature colorate su di essa …

  2. Andrea ha detto:

    Ho scritto un nuovo racconto basandomi su questo testo. Il nuovo lavoro può essere letto su http://7giornidifollie.wordpress.com/tutti-i-colori-delle-emozioni/due-sbavature-di-colore-rosso-di-andrea-mazzolini/

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