La grande nevicata

Dove sono le nevi d’un tempo che l’aprile ha disciolto?
François Villon

Le previsioni del tempo erano inclementi e non lasciavano spazio a nessuna incertezza. La neve sarebbe caduta copiosa per una settimana, coprendo l’intera regione. I giornali, le radio, le tv non parlavano d’altro. Era una continua, noiosa, incessante raccomandazione a fare scorta di cibo e acqua, coperte e legna. Le autorità locali avevano predisposto tutti i mezzi a disposizione e la guardia nazionale aveva procurato dei vecchi motori diesel da utilizzare come generatori di corrente.
Ci mise un po’ a raggiungere la cornetta del telefono, le gambe di Jack non erano più quelle di una volta.
— Pronto, chi parla?
— Papà, sono io, sono Danny e…
— Senti, senti chi sa fa vivo, saranno due anni che non mi chiami! Che cosa vuoi da me?
— Senti papà, lo so che non mi faccio vivo da un secolo ma ora verrà questa tremenda nevicata e preferirei che tu stessi in città con noi. Lo so che non vai d’accordo con mia moglie ma non puoi sopravvivere tutto solo… se vuoi oggi pomeriggio passo a prenderti e…
— Ho tutto quello che mi serve. Non sarà una stupida nevicata a togliermi dal mondo. E poi non sono solo, sono qui con tua madre Wendy.
— Papà, la mamma è morta da quasi cinque anni…
Non ci fu nessuna risposta, Danny sentì soltanto un click, suo padre aveva riattaccato.

Jack non credeva molto alle previsioni del tempo e a tutte le altre stupidaggini che fanno vedere in tv. E poi la neve da quelle parti non veniva mai, se non una lieve spruzzatina che si scioglieva di solito in un pomeriggio di sole. Quella sera andò a letto presto, come sempre, dopo aver augurato la buonanotte a sua moglie. “Wendy, amore mio. Nostro figlio ci ha chiamato questa mattina, voleva che me andassi in città da lui, in casa con quella sgualdrina di sua moglie. Figuriamoci! Anche lui crede a questa stupidaggine della grande nevicata. E se proprio deve nevicare, che cosa avrei dovuto fare, secondo lui? Lasciarti qui da sola? Io Danny non l’ho mai capito davvero… Buonanotte, amore mio”.

Si svegliò nel cuore della notte silenziosa e andò alla finestra. Nella luce di un lampione capì che forse le previsioni non avevano sbagliato più di tanto. La neve cadeva copiosa sulla stanca terra; la sua vecchia automobile, il capanno con gli attrezzi, le siepi in giardino, tutto era già sepolto sotto una candida coltre. Non aveva mai visto così tanti fiocchi in vita sua, sembrava che mille secoli di neve stessero scendendo all’improvviso. “Wendy, amore mio, nevica davvero ma il vecchio Jack non ha di certo paura della neve. Ho fatto la guerra io, ho visto la terra rossa di sangue e di dolore, non sarà qualche fiocco a spaventarmi”. Tornò a letto e nel silenzio di quella notte bianca si riaddormentò. Si alzò di buon ora e, come faceva da una vita, preparò la colazione per sé e per sua moglie. La neve continuava a scendere ininterrottamente. Fu mentre lavava le tazze della colazione che andò via la corrente elettrica. “Wendy, ora telefono alla centrale elettrica, anche se nevica devono venire subito da noi, non potranno lasciarci qui da soli al buio”. Anche il telefono però non funzionava. Fu allora che il vecchio Jack capì che non sarebbe stato così facile andare avanti. Lui, però, non era un uomo moderno, uno di quelli che si abbatte alle prime difficoltà. Aveva cibo a sufficienza e un po’ di legna in casa, si sarebbe scaldato, al limite avrebbe bruciato i mobili. In fondo, nevicava da poco più di dodici ore.

Le previsioni non avevano sbagliato. La neve cadde per giorni e notti e notti e giorni. I mezzi di soccorso non potevano agire e molte zone rimasero completamente isolate. “Wendy, amore mio, sono quattro giorni che nevica, non ho più niente da mangiare, forse avrei dovuto andare in città da Danny; ma non ti volevo lasciare qui da sola. Dobbiamo risparmiare anche sulla legna, hai freddo, amore mio? Io me ne andrò a letto, proverò a scaldarmi sotto le coperte”. Sognò sua moglie, come sempre. Erano stati insieme una vita, si erano sempre voluti bene. Quando si svegliò aveva fame e molto freddo, tremava. Vide sua moglie lì davanti a lui che gli sorrideva. “Vieni, Jack, amore mio, ti aspettavo”.
La neve smise di cadere.

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